LITFIBA quarant'anni di 17 Re Tour 2026
- Luigi Salerni

- 21 nov 2025
- Tempo di lettura: 5 min
L’annuncio è di quelli da leccarsi i baffi: il 2026 sarà l’anno del ritorno dal vivo dei Litfiba, quelli di “17 Re”, uno dei (capo)lavori degli anni ’80, secondo capitolo della cosiddetta “trilogia del potere” di cui fanno parte il precedente Desaparecido e Litfiba 3, di due anni successivo. E così, sul palco insieme ai due volti storici della band, Piero Pelù e Ghigo Renzulli, troveremo anche Gianni Maroccolo al basso e Antonio Aiazzi alle tastiere (per ovvie, tristi ragioni non potrà essere della partita il compianto Ringo De Palma, del quale non si conosce ancora il nome del sostituto dietro le pelli). Le date annunciate sono 20 e la tournée passerà anche da Cosenza e dalla Rendano Arena, con le prevendite già iniziate e che si presume porteranno a diversi sold-out perché la nostalgia per i Litfiba è presente in tutti i numerosissimi fans della band storica, segno che di un certo modo di fare e di intendere la musica non se ne ha mai abbastanza. L’occasione è quella di celebrare i 40 anni di “17 Re”, un album che stravolse il modo di intendere il rock in Italia, confermando quello che già di ottimo era stato ascoltato fra i solchi del vero e proprio esordio della band (Eneide di Krypton, da molti considerato il primo album della band, è in realtà una colonna sonora, composta per lo spettacolo teatrale Eneide della compagnia teatrale dei fiorentini Krypton e, seppur rimane la prima traccia sonora incisa su disco dei Litfiba, non può essere considerato il debut album). Dunque quale modo migliore di tornare sui palchi della Penisola per tributare uno dei loro migliori lavori? E va beh, se non ci fosse stata questa, un’altra occasione, i nostri, l’avrebbero trovata comunque! Già, perché ormai le band storiche del passato, per poter restare a galla e continuare a far parlare di loro, un motivo come un altro lo trovano. E siccome di loro c’è sempre tanta “fame”, qualche decina di migliaia di fans disposti a sedersi a tavola per consumare con loro il banchetto della festa lo troveranno senza alcuna fatica! Dice: “Ma quanto sei polemico! Perché non ti gusti il ritorno di una delle tue band preferite e, visto che ti vengono a suonare sotto casa, non te li vai a vedere e zitto?” Beh, chi lo sa? Magari ci andrò, ma non senza una riserva mentale. Eh sì, perché mentre ci sono band che si sono separate e, coerentemente, sono rimaste separate dal momento che lo scioglimento derivava da problemi personali o da motivazioni artistiche (R.E.M. e Sentenced sono due rarissimi esempi!), i Litfiba, in particolare Ghigo e Piero, hanno fatto questo tira e molla del “ci dividiamo – torniamo insieme – ci separiamo – ritorniamo insieme” da ormai tantissimi anni. Era l’estate del 1999 quando i due, per la prima volta dalla fondazione della band, suonarono insieme per l’ultima (???) volta prima che la scissione, creata da forti tensioni risalenti a diversi mesi prima, li portò alla decisione di separare le loro strade artistiche e personali. Il chitarrista, poco tempo dopo, decise di riprendere in mano il marchio Litfiba e proseguire con una formazione totalmente rinnovata mentre Pelù affrontò una carriera da solista che, tra collaborazioni importanti e singoli di successo gli permisero di rimanere in pista anche senza il suo fido compare di tante avventure. Ma era chiaro per tutti che le carriere separate non portassero nelle casse dei nostri così tanti benefici; soprattutto Renzulli, benché autore di quasi tutte le musiche e gli arrangiamenti delle canzoni dei Litfiba anche durante l’era Pelù, dimostrò di non riuscire a far tornare la sua band ai livelli raggiunti con il carismatico frontman. Persino Elio E Le Storie Tese consigliarono alla band, sotto forma di divertente canzone (appunto, “Litfiba tornate insieme” contenuta nell’album Cicciput del 2003) di riunire le proprie strade. Ci volle comunque il 2009 perché i due decidessero (per la prima volta) di tornare davvero insieme e, ovviamente, il successivo tour fu un successo enorme, per tutti quelli che aspettavano quel momento da un decennio. Seguì dapprima un album dal vivo, celebrativo del reunion tour e, successivamente, un vero e proprio ritorno discografico di inediti, dal titolo Grande Nazione, accolto benissimo dai fans in termini di vendite, tanto che permise alla band di rivedere numeri che ormai sembravano dimenticati. Non solo: nel 2012 un concerto in onore di Ringo De Palma segnò già il riavvicinamento con Aiazzi e Maroccolo tanto che nel 2013 partì un nuovo tour, con formazione identica a quella che vedrà i Litfiba nel 2026, per celebrare l’intera “trilogia del potere”. Dopo questo tour seguì un periodo di pausa, dopodiché nel 2015 i Litfiba tornarono in pista con il “Tetralogia tour”, una tournée in cui la band portò in scena brani dai quattro album che
formarono la c.d. “tetralogia degli elementi” ossia El Diablo (fuoco), Terremoto (terra), Spirito (aria) e Mondi Sommersi (acqua). Nel 2016 i nostri furono di nuovo in studio per dar vita al secondo album post reunion dal titolo Eutòpia, seguito da un lungo tour che terminò il 2 settembre dell’anno successivo, per poi arrivare alla nuova decisione di rimettere i Litfiba in naftalina. La pandemia da Covid-19 fece prolungare i tempi per un ritorno in pista che, di fatto, avvenne solo per annunciare la definitiva (???) separazione fra i due e la “fine dell’esperienza Litfiba” dopo 42 anni. Seguì l’immancabile tour d’addio (???) che decretò formalmente la fine della band. Ora, se avete avuto la bontà di seguirmi in questo excursus della band dal 1999 ad oggi avrete notato quanti punti interrogativi tra parentesi ho messo e che segnano tutte le volte in cui Renzulli e Pelù hanno deciso che quella sarebbe stata la fatidica “ultima volta”. Non solo: fra un’ultima volta e l’altra Piero e Ghigo non è che si siano lanciati strali d’amore, stile novelli Cupidi anzi…ognuno dei due ci ha tenuto ogni volta a far notare che l’altro, da solo, non fa granché e che la grandezza dei Litfiba era da attribuire prevalentemente, se non esclusivamente, al proprio impegno, lavoro e genio creativo. Appena qualche mese fa Renzulli dichiarava: “I Litfiba sono di mia proprietà, il nome appartiene a me e sono anche l’unico ad essere rimasto da sempre nella band”. Nel contempo Pelù celebrava i 35 anni di El Diablo da solo, senza coinvolgere l’altra metà del gruppo …insomma, non è che tra i due sembrava ci fosse tutta questa voglia di tornare insieme! Ma si sa, quando c’è profumo di tintinnanti (come li chiama Alex di “Arancia Meccanica”), i morti resuscitano, i deserti fioriscono e i nemici abbassano le armi. E allora si prende un album di successo (17 Re) che compie gli anni e il gioco è fatto, si torna in pista! E i fans, tutti contenti, accorrono a rimpinguare le tasche (mezze vuote?) dei nostri eroi. Ecco, dunque, che la mia vena polemica viene fuori per cui chissà, magari il 25 luglio a Cosenza ci sarò anche io, perché non ho mai visto i Litfiba dal vivo ma, se ci andrò, lo farò con lo “spirito libero” (cit.) e critico che mi contraddistingue e che mi fa dubitare fortemente anche dell’integrità di una delle mie band preferite. Fino all’annuncio del prossimo addio…





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