Getting Killed dei Geese – Il caos calcolato di una generazione in sovraccarico
- danymusic

- 11 ore fa
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Uscito a fine settembre 2025 per Partisan Records, Getting Killed segna il quarto capitolo discografico dei Geese e consacra definitivamente la band newyorkese come una delle realtà più coraggiose e imprevedibili del panorama rock contemporaneo. Dopo aver metabolizzato l'ottimo esordio solista del frontman Cameron Winter (Heavy Metal, 2024) e l'uscita del chitarrista Foster Hudson, il gruppo torna in formazione a quattro con un lavoro viscerale, nato dall'urgenza e registrato in soli dieci giorni a Los Angeles.
Una produzione schizofrenica e geniale
L'incontro con il produttore Kenny Beats si rivela la mossa vincente del disco. Abbandonando le derive alt-country del precedente 3D Country (2023), i Geese si lanciano in un labirinto sonoro dove l'art rock incontra il free jazz, scampoli di krautrock, noise estremo e persino influenze hip-hop. Kenny Beats riesce nell'impresa di imbrigliare questa bulimia creativa senza castrarla: il mix risulta caotico ma chirurgico, restituendo l'energia di una performance quasi totalmente priva di sovraincisioni.
I momenti chiave dell'album
"Trinidad": L'opener funge da vero e proprio test d'ingresso per l'ascoltatore. Al grido esasperato di "There's a bomb in my car!", i Geese innescano una jam schizofrenica fatta di fiati impazziti e chitarre discordanti (ad opera di un'ispiratissima Emily Green). È un biglietto da visita claustrofobico e geniale.
"Getting Killed": La title track è il cuore concettuale dell'opera. Su un tappeto sonoro straniante che unisce groove serrati, blues e campionamenti di cori ucraini, si staglia l'essenza lirica dell'intero album.
"I'm getting killed by a pretty good life" È il manifesto di una generazione consumata dal sovraccarico cognitivo e dall'apatia di una quotidianità metropolitana apparentemente perfetta.
"Husbands" e "Cobra": Due facce della stessa medaglia. La prima sfodera un tribal-groove teso che guarda dritto ai Talking Heads dell'era Fear of Music, mentre la seconda accarezza l'ascoltatore con sinuosità pagan-folk, dimostrando la formidabile versatilità della sezione ritmica (Dominic DiGesu al basso e Max Bassin alla batteria).
"Taxes": Un brano che unisce cinismo sociale e una strana estasi religiosa. Un perfetto esempio di come la band sappia dosare ironia tagliente e disperazione genuina.
Il verdetto
Getting Killed non è un disco per tutti e non cerca in alcun modo di compiacere chi si aspetta i ritornelli rassicuranti dell'indie rock convenzionale. È un ritratto frammentato, a tratti ostico, ma profondamente onesto dell'ansia contemporanea. I Geese hanno sacrificato la forma canzone tradizionale sull'altare della sperimentazione pura, regalando al 2025 uno degli album più lucidi, rabbiosi e necessari dell'anno.





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